Apocalisse spazzatura.

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Da qualche giorno siamo infine giunti all’installazione dei nuovi cassonetti “intelligenti” (in una definizione che suona quasi come una canzone di Jannacci), voluta da Sei e ormai unica realtà in molti paesi e città anche a noi vicine.
I problemi non sono certamente pochi e forse sono anche amplificati dalla preoccupazione delle persone oltre che dall’inciviltà di alcuni.

Problemi che andranno gestiti da tutti gli operatori in gioco, quindi sia da Sei, che dall’Amministrazione comunale ma anche dai cittadini. Compito del Comune sarà quello sia di monitorare l’operato di Sei. Ma anche di tenere costantemente aperto il dialogo con i cittadini, soprattutto in questa prima fase, per capire le criticità riscontrate dall’utenza e apportare modifiche laddove sia possibile e necessario. Sarà inoltre necessario implementare le forme di controllo per evitare situazioni di abbandono e disagio, che minino sia il decoro che l’igiene.

In tutto questo anche i cittadini avranno la loro parte perché di raccolta differenziata in Italia si parla almeno dalla fine degli anni ’80, eppure pare ora un’imposizione piovuta dal cielo.
Non lo nego, io stesso fino a ieri non ho differenziato quanto avrei potuto o dovuto, vuoi per pigrizia o per ‘cultura’. Quante volte ci hanno detto o ci siamo detti “eh tanto poi buttano tutto insieme” oppure “uno che conosco ha visto che il camion che ritira è uno solo” e altre frasi simili. Non per questo però si può dire che si sia adesso giunti ad una cosa che nessuno si aspettava.
Questa nuova gestione va forse accettato che tanto nuova non è, solo che adesso è obbligatoria. Un po’ come le cinture di sicurezza quando si è seduti dietro (obbligatorie dal 2006).

Le foto di bidoni pieni, con sacchi di spazzatura disseminati intorno, già affollano i nostri social e, a giudicare dai comuni che ci sono già passati, probabilmente non si esauriranno a breve. Eppure avendo un po’ di memoria ci si ricorda che non è certo una novità e che avveniva anche con i cassonetti di vecchia generazione. Come già si trovavano i sacchi con la spazzatura appoggiati sopra ai cestini che si trovano per strada.

La preoccuapazione per una cosa comunque nuova e che appare più complicata nella sua gestione è comprensibile che generi apprensione e agitazione, possiamo però impegnarci per sfruttare tutti gli aspetti di questo servizio per cui si paga solo per quello che effettivamente si produce.
Certo, gettare il sacco al volo la mattina andando a lavoro, dopo che a casa si era riempito il secchio come meglio si era riusciti, è certamente più facile ma non stiamo già da tempo pagando il costo di questo momentanea facilità? (Sia a livello ambientale ma anche economico in bolletta.)

Io credo che possiamo provare a trarre il meglio da una situazione che comunque in qualche modo ci è stata imposta, provando a modificare, chi più chi meno, le nostre abitudini.
L’abbandono selvaggio, soluzione provvisoria che pare perfetta, continuerà invece solamente a far aumentare il costo in bolletta per tutti oltre che a rendere le nostre strade indecorose e creare situazioni di sporcizia e scarso igiene.

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