Non si vive di solo cemento.



Io credo che nel gioco delle parti sia necessario che l’opposizione faccia l’opposizione, ovvero che come fai fai per loro sbagli sempre. Va bene così. Figuriamoci.
Però, c’è un enorme però, ci sono dei limiti che una volta superati si scade o nel ridicolo o nell’intellettualmente disonesto.

Ieri (13/3/2025) in Consiglio Comunale dai banchi dell’opposizione è giunta questa accusa verso l’attuale maggioranza: Voi siete quelli delle seconde case. Sapete solo costruire nuove case. Cemento, cemento.
Ora, io questo giochino lo capisco pure e considerato che in tanti, comunque troppi, a San Vincenzo ancora non hanno avuto notizia che è cambiata amministrazione, immagino che sia comunque utile cavalcare una vecchia polemica che fa sempre presa. Soprattutto perché è verissima. Cioè che in questo paese sono state costruite troppe abitazioni a scopo meramente turistico, fino alla creazione di interi quartieri dormitorio che per 7-9 mesi l’anno sono disabitati.

Ma questi quartieri, queste case, non sono sorte negli ultimi tre anni. Non sono opera del Sindaco Riccucci e né, tantomeno, dell’assessore all’urbanistica Bertini.
Queste costruzioni sono un’eredità, pesante, che ci porteremo avanti per molto, per sempre.
Sono una croce e lo resteranno se non saremo, tutti, bravi a invertire questa tendenza. Come sta facendo, ad esempio, la vicesindaca Mengozzi cercando di aiutare e invogliare ad affittare le case alle famiglie che pur lavorando e avendo un reddito non possono trovare un’abitazione perché tutte adibite a villeggiatura.

La cosa che stona, che stride, è che chi ci rivolge queste accuse in qualche modo è contenitore e rappresentante di quel che resta di quel modo di amministrare, di quella visione di turismo e crescita. Un modo di fare che ha portato più volte San Vincenzo a vedersi assegnata da Legambiente la bandiera nera proprio per l’edificazione selvaggia.
E il Bertini, che oggi viene accusato di qualsiasi cosa,dov’era? Era a denunciare tutto questo, era a dire che ne avremmo pagato il prezzo.
Lo faceva probabilmente in modo antipatico, ma del resto le cicale non hanno mai apprezzato le formiche.
Spiace, ma in fondo è sempre così, che il povero Bertini dopo averli avvisati per tempo si trovi ora a dover gestire la situazione e metterci una pezza.

La cementificazione del Bertini, che ormai viene preso come bersaglio, la cementificazione di Officina in cosa consisterebbe poi secondo le opposizioni? Nel silos.
Quell’enorme ammasso di ferro e cemento che accoglie quando si arriva a San Vincenzo da nord. Una situazione ferma e congelata (tranne il progressivo e inevitabile decadimento della struttura) da una ventina d’anni.
Ebbene questa amministrazione è riuscita a trovare una soluzione che, come si suol dire, salva capra e cavoli. Perché la demolizione, dal costo spropositato, sarà a carico di un privato. Non lo farà certamente per nobiltà d’animo, difatti in una parte dell’area attualmente occupata costruirà in seguito uno stabile con appartamenti. Nella parte restante ci saranno due parchi pubblici e un museo ricavato da una parte del silo che non verrà demolita e ma sistemata. Un ritorno pubblico che non è però concluso, perché il 40% degli appartamenti, quattro su dieci, quasi la metà, saranno dati al comune che li utilizzerà per l’emergenza abitativa.
Se questa è cementificazione allora qualcuno nelle opposizioni ha due pesi e due misure o ha scordato come agiva quando amministrava o come agiva chi amministrava e loro, direttamente o meno, appoggiavano.

Sarebbe stato più bello demolire tutto e fare un unico bellissimo parco? Certo.
E’ un opzione realistica o fattibile? Purtroppo no.
Così facendo però sarà possibile risolvere un problema di, ormai, degrado proprio alle porte del paese, restituirà alla cittadinanza degli spazi e darà un aiuto nella campagna sociale di questa amministraazione per ridurre il numero di coloro che non riescono a trovare una casa a San Vincenzo.

Lascia un commento