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Il 16 e 17 Aprile 1995 si è corsa a San Vincenzo la prima edizione del Palio della Costa Etrusca. Una manifestazione certamente dibattuta in tempi recenti ma alla quale non si può negare l’originalità dell’idea.
L’unica gara di cavalli corsa sulla spiaggia!
Anche se a qualcuno viene da aggiungere che ci sarebbe da chiedersi perché.
Ma il 1995 era un altro periodo, c’era meno spazio per la polemica e uno spirito diverso. Ero bambino e ricordo comunque l’avvicinarsi del periodo pasquale con in giro per il paese sempre più fermento fra preparativi e attesa, era comunque una sorta di prova tecnica per la stagione estiva, in un momento storico in cui ancora c’erano davvero molte meno preoccupazioni.
Si è corso per dieci anni, fino al 2004, poi il calo e un declino che portò alla fine. Complici anche i lavori per il nuovo porto, iniziati proprio nel 2005. Decisamente incompatibili con la manifestazione che si era sempre svolta all’ombra della Torre, dove adesso al posto della spiaggia ci sono la piazza e il parcheggio.
Rimase poi dimenticato fino al 2016 quando all’ultimo piano del palazzo comunale si cominciò a riparlare del Palio. Ventuno anni dopo la prima edizione e dopo dodici da quando era stato interrotto.
Una scelta opinabile, non dissimile da quanto da anni ci insegna il cinema: ‘se non hai un’idea originale, fai il seguito di un vecchio film.’
Però, di solito, non è la stessa cosa. La Nazione il 25 settembre 2016 titola “Torna il Palio della Costa Etrusca ma non sarà più sotto la Torre. La corsa si farà alla Conchiglia, in centro non c’è più la spiaggia.” e scrive “Sotto la torre di viale Marconi, dove si disputava in passato ora c’è il cemento.“
Si correrà nel 2017 e nel 2018 ma non sarà la stessa cosa, i revival non hanno mai la stessa magia dell’originale e la colpa non è di nessuno. Ma il tempo passa e non aspetta. Va avanti e cambia le cose.
Il Palio in centro era un evento per tutti e di tutti, nel cuore del paese, e forse anche in quello di molti sanvincenzini, portarlo alla Conchiglia ha forse contribuito psicologicamente a farlo sentire lontano.
Ma io non sono qui per analizzare il declino del palio, vero o presunto. Io sono qui perché il Palio si è deciso di non farlo più. Di nuovo. Nel 2021, quando Riccucci post Covid doveva decidere se riprendere dopo le due edizioni corse prima della pandemia.
Il punto di questo mio scritto arriva adesso, nella decisione dell’Amministrazione di interrompere questa seconda vita del Palio.
Da quel 1995 erano trascorsi venticinque anni, e anche se non sembrano tanti, il mondo era profondamente cambiato, San Vincenzo era profondamente cambiato e anche la gente lo era.
L’attenzione per l’ambiente era cresciuta, le conoscenze anche, a braccetto con la sensibilità. A non essere cresciuta era invece la spiaggia, che era stata erosa, era diminuita, profondamente ridotta, a tratti sparita.
Visto quindi il profondo impatto che la preparazione della pista avrebbe avuto, il primo stop del 2004, il secondo stop dovuto al covid, le due edizioni del 2017 e del 2018 comunque risultate diverse, non a cuor leggero si è deciso di non riproporre la manifestazione.
Allora perché ne sto parlando ancora nel 2026? Per una forse infelice scelta di parole che è rimasta appiccicata a questa Amministrazione e che ogni volta viene riutilizzata per attaccare.
‘Le ruspe stressano la sabbia‘ (o ‘la spiaggia’ dipende dalla versione). Che è vero ma suona un po’ come una presa in giro, a tratti una supercazzola, e viene ritirata fuori ogni volta che un trattore o altro mezzo pesante viene avvistato su un arenile.
Il fatto è che bisogna anche valutare le situazioni, perché anche il mio cane si stressa in macchina ma se devo portarlo di corsa dal veterinario di certo non nologgio un calesse né lo porto in braccio.
Così, in questi giorni di ripascimento e di lotta impari con la posidonia spiaggiata, per l’ennesima volta mi trovo ad assistere ai vari “menomale che il palio stressava la spiaggia” e si, come si è visto anche altrove, la stressava. Tanto che anche a Marina di Bibbona e Marina di Cecina hanno rinunciato per gli stessi motivi. Anche gli interventi tampone per cercare di salvaguardarla la stressano, ma sono su un piatto della bilancia al quale si contrappone quello che contiene i bisogni di un paese che vive e sopravvive solo grazie a quella spiaggia.

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