Circa il circo.



Ho visto molti commenti a proposito delle nuove  strutture a Rimigliano e credo sia necessario fare chiarezza.

Finito il periodo della vecchia gestione l’amministrazione ha deciso di rimettere a bando la struttura. Compito della politica è quello di dare l’indirizzo, tra cui in questo caso: rifare e mantenere la passerella di legno,  riqualificazione delle strutture, apertura al pubblico con un periodo minimo stagionale e a carattere giornaliero, una programmazione di attività ed eventi.

Gli uffici tecnici scrivono il bando e lo aprono alle candidature. A quel punto grave sarebbe se la politica ci mettesse bocca, commetterebbe un abuso.

Va anche detto che la presentazione di un progetto oltre ad essere sottoposto agli uffici comunali deve essere inviato ad enti preposti che autorizzano o meno.

Leggendo le critiche un aspetto che secondo me è sfuggito a tanti commentatori è la temporaneità, fra qualche settimana i tanto impattanti e brutti tendoni verranno rimossi e la zona tornerà come era perché non sono stati abbattuti alberi, non sono state fatte colate di cemento, nulla è stato alterato.
Si rischia, metaforicamente, di lamentarsi perché al cinema c’è un film che non piace come se domani poi non venisse sostituito da un altro.

Quindi, per quanto riguarda il circo di commenti credo che, almeno chi le ha, potrebbe far circolare le informazioni corrette invece di lanciare velate accuse e fare battute in questa pre-campagna elettorale partita nell’ombra (del resto è caldo, bisogna uscire nelle ore fresche e per le attività intense meglio attendere l’autunno).

Non vorrei che per alcuni, il punto vero non sia lo sfruttare il pugno in un occhio (è assolutamente legittimo ritenerlo) dei tendoni per attaccare di nuovo il Sic e delegittimare chi lo richiede.
Perché si, questa amministrazione, nonché unica forza politica in consiglio comunale, chiede con decisione da 4 anni il riconoscimento di Rimigliano come Sito di Interesse Comunitario e continuerà a farlo.
È anzi un’occasione in più per dimostrare come la tutela dell’ambiente non sia incompatibile con l’imprenditoria.

C’è poi chi si diverte a parlare di ambientalismo intermittente.
Capisco che sia più facile lasciarsi convincere dall’idea del “contrari a tutto” ma se si vuol essere onesti va riconosciuto e compreso che amministrare si regge su un equilibrio importante. La tutela dell’ambiente non è stata messa da parte, al tempo stesso è necessario però dare anche risposte al turismo e alla cittadinanza.
Ben amministrare con attenzione all’ambiente significa dare i servizi senza creare danni duraturi o permanenti.
Avere a cuore il territorio significa che chi passerà da lì a Novembre potrà dire al massimo “oh come erano brutti quei tendoni quest’estate?” e non “com’era bello senza cemento”, perché tutto sarà stato smontato.

Lascia un commento